Fullmetal Alchemist Brotherhood: alchimia, fratellanza e la ricerca della pietra filosofale

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Fullmetal Alchemist Brotherhood: alchimia, fratellanza e la ricerca della pietra filosofale
Fullmetal Alchemist Brotherhood: alchimia, fratellanza e la ricerca della pietra filosofale

Panorama: cos'è Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Fullmetal Alchemist: Brotherhood (in giapponese Hagane no Renkinjutsushi: Fullmetal Alchemist) è una serie anime prodotta dallo studio Bones, trasmessa in Giappone su MBS e TBS dal 5 aprile 2009 al 4 luglio 2010 per un totale di 64 episodi. La regia è di Yasuhiro Irie, la sceneggiatura di Hiroshi Onogi e la colonna sonora porta la firma di Akira Senju.



La serie è il secondo adattamento televisivo del manga di Hiromu Arakawa, pubblicato sulla rivista Monthly Shonen Gangan di Square Enix dal 2001 al 2010. A differenza del primo anime del 2003, che a un certo punto si distaccò dal fumetto per seguire una trama originale (il manga era ancora in corso), Brotherhood segue fedelmente la storia ideata dall'autrice fino al finale.

Il titolo "Brotherhood", aggiunto per la versione internazionale, sottolinea proprio questo legame con il materiale originale e il tema centrale della fratellanza. La parola "Fullmetal" è invece il nome in codice del protagonista, l'"alchimista d'acciaio", come vedremo più avanti.

Per molti spettatori Brotherhood rappresenta uno dei punti di riferimento dell'animazione shonen degli anni Duemila, capace di unire azione, dramma e una riflessione morale piuttosto matura per il genere.



Storia e personaggi: i fratelli Elric e la trasmutazione proibita

La vicenda è ambientata ad Amestris, un paese immaginario di impronta industriale e militare, dove l'alchimia è una scienza regolata dalla legge dello scambio equivalente: per ottenere qualcosa bisogna sacrificare qualcosa di pari valore. I protagonisti sono i fratelli Edward e Alphonse Elric, che da bambini tentano di riportare in vita la madre defunta attraverso la trasmutazione umana, il più grande dei tabù alchemici.

Il rituale fallisce e il prezzo è terribile: Edward perde una gamba e poi un braccio per ancorare l'anima del fratello a un'armatura, mentre Alphonse perde l'intero corpo e sopravvive come spirito legato a quell'armatura vuota. Edward sostituisce gli arti con protesi meccaniche chiamate automail, da cui il soprannome di Fullmetal Alchemist, e diventa alchimista di stato per avere accesso alle risorse necessarie a ripristinare i loro corpi.

Da qui parte la ricerca della pietra filosofale, un amplificatore alchemico che permetterebbe di aggirare la legge dello scambio. Il viaggio rivela presto un secondo livello: la pietra è collegata a un complotto che coinvolge i vertici dello stato e una serie di antagonisti chiamati Homunculus, ciascuno legato a un peccato capitale (Lust, Gluttony, Envy, Greed, Sloth, Wrath, Pride).



Attorno ai due fratelli ruota un cast ampio e curato: il colonnello Roy Mustang, alchimista del fuoco con ambizioni politiche; la tenente Riza Hawkeye; la meccanica Winry Rockbell, amica d'infanzia; lo spadaccino Scar, sopravvissuto di una guerra di sterminio; e il misterioso "Padre", origine degli Homunculus. Le loro storie si intrecciano fino a confluire in un finale corale.

Perché conquista: temi, ritmo e tono

Uno dei motivi del successo di Brotherhood è il modo in cui usa l'alchimia come metafora narrativa. La legge dello scambio equivalente non è solo un meccanismo di magia: diventa un principio morale che attraversa tutta la storia, costringendo i personaggi a chiedersi che prezzo sono disposti a pagare per i propri desideri. Il tema del lutto, dell'errore irreparabile e della responsabilità è trattato senza facili scorciatoie.

La serie affronta inoltre questioni come il genocidio, lo sfruttamento del potere militare, il razzismo verso il popolo di Ishval e il valore della vita umana. Pur restando uno shonen d'azione, riesce a dare spazio a sfumature etiche che molti spettatori adulti hanno apprezzato, senza rinunciare a momenti di leggerezza e di comicità tipici del genere.

Sul piano del ritmo, Brotherhood è spesso lodato per la sua progressione compatta: avendo alle spalle un manga già delineato, evita le pause prolungate e i contenuti di riempimento (i cosiddetti filler) che a volte penalizzano le serie lunghe. Anche per questo viene frequentemente consigliato a chi si avvicina per la prima volta all'animazione giapponese.

Va però precisato un punto su cui esistono opinioni divergenti tra gli appassionati: una parte del pubblico ritiene che la prima serie del 2003, più cupa e malinconica, sviluppi meglio alcuni passaggi iniziali. È una valutazione soggettiva, non un dato oggettivo: le due versioni raccontano storie in parte diverse e vale la pena considerarle distinte.

Produzione e rapporto con il manga di Hiromu Arakawa

Il merito narrativo va in primo luogo a Hiromu Arakawa, autrice del manga originale composto da 27 volumi (tankobon). Cresciuta in una famiglia di allevatori a Hokkaido, Arakawa ha portato nella sua opera una sensibilità concreta verso il lavoro, il sacrificio e la sopravvivenza, elementi riconoscibili in tutta la storia. La sua impronta narrativa è considerata una delle ragioni della solidità del racconto.

Bones, lo studio di animazione, era già noto per produzioni come Cowboy Bebop: Knockin' on Heaven's Door e Soul Eater. Per Brotherhood il team ha potuto contare su una sceneggiatura con una direzione chiara fino all'epilogo, cosa rara per un adattamento avviato mentre il manga era ancora vicino alla conclusione.

La colonna sonora di Akira Senju, di stampo orchestrale, accompagna i momenti epici e quelli intimi, mentre le sigle affidate a vari artisti giapponesi hanno contribuito alla popolarità della serie. Il comparto tecnico, con scene d'azione fluide e un character design coerente con quello di Arakawa, è generalmente considerato di buon livello per l'epoca.

Rispetto ai grandi nomi del settore, è interessante notare quanto l'approccio sia diverso da quello dei lungometraggi d'autore: chi ama l'animazione giapponese più poetica e contemplativa trova un universo distinto nello cinema dello Studio Ghibli e di Hayao Miyazaki , mentre Brotherhood resta saldamente ancorato alla tradizione seriale shonen.

Dove vederlo e l'eredità lasciata

Fullmetal Alchemist: Brotherhood è disponibile in streaming su diverse piattaforme legali a seconda del territorio; in Italia è circolato nel tempo su servizi dedicati all'animazione giapponese e in edizioni home video. Poiché i cataloghi cambiano spesso e variano da paese a paese, conviene verificare la disponibilità aggiornata sulle piattaforme attive nel proprio territorio anziché fidarsi di informazioni datate.

L'eredità della serie è notevole: Brotherhood è citata con regolarità tra gli anime più apprezzati di sempre nelle classifiche stilate dal pubblico, in particolare nei sondaggi della community internazionale di MyAnimeList, dove occupa stabilmente posizioni di vertice. Si tratta comunque di graduatorie basate sui voti degli utenti, quindi indicative del gradimento ma non di un valore assoluto.

Nel più ampio panorama dello shonen, Brotherhood viene spesso messa a confronto con altre grandi saghe d'azione e formazione; chi cerca un'altra storia lunga di amicizia e crescita può trovare spunti di paragone nella saga completa di Naruto , pur con toni e strutture differenti. Resta il fatto che ciascuna opera mantiene una propria identità.

A distanza di anni, la combinazione di una storia conclusa in modo coerente, personaggi memorabili e temi universali continua a renderla un titolo consigliato a chi vuole capire perché l'animazione shonen possa essere molto più di semplice intrattenimento. La sua centralità nel tema della fratellanza e nella ricerca della pietra filosofale rimane il cuore pulsante del racconto.

Leggi anche: la saga completa di Naruto · lo Studio Ghibli e Miyazaki .



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